Terapia

Abbiamo un ampio ventaglio di possibili terapie per trattare questo tipo di patologia:

aprile 17, 2018 in andrologia, protesi peniera

Protesi peniena, la soluzione quando i farmaci non funzionano

Lo specialista Andrologo sceglie la protesi più adatta per risolvere…

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Terapia medica:

Premesso di aver effettuato correttamente la diagnosi e di aver corretto lo stile di vita del paziente, in base al tipo di disfunzione erettiva (Vascolare o psicogena) si può cucire addosso al paziente la terapia. La terapia psicosessuologica costituisce la scelta della disfunzione erettile psicogena, associata talvolta a somministrazione farmacologica di PDE-5 come sostegno alla psicoterapia stessa.

In caso di Disfunzione erettiva su base vasculopatica vengono direttamente utilizzati i farmaci della classe delle PDE5 (inibitori della fosfodiesterasi di tipo 5). I principali nomi commerciali dei farmaci di questa particolare classe sono Viagra, Cialis, Levitra e Spedra tutti con caratteristiche simili, ma con tempi di azione diversi, che consentono all’andrologo che ne padroneggia le caratteristiche, di poter prescrivere il farmaco che si adatta più facilmente al tipo di attività del paziente. Tali farmaci inducono la vasodilatazione del pene, amplificano la risposta ai normali stimoli erotici e sono in grado di determinare uno stato di erezione soddisfacente.

Questi farmaci per la disfunzione erettile presuppongono tuttavia che vi sia un normale stimolo sessuale. Non possono essere assunti in concomitanza con i nitroderivati, comunemente impiegati per il trattamento dell’angina pectoris.

In caso la terapia farmacologica per OS (pillole assunte per bocca) non avesse effetto, cosa che avviene in circa il 30% dei pazienti, a causa dei fattori di rischio concomitanti (diabete, ipertensione, alti livelli di colesterolo e trigliceridi) la farmacoterapia intracavernosa (FIC) è il passo successivo. Essa consiste nella iniezione di prostaglandine, che sono farmaci vasodilatatori, direttamente all’ interno dei corpi cavernosi del pene. Questa terapia viene usata da sola (come terapia di secondo livello) in caos di fallimento della terapia con PDE-5, ma può essere utilizzata in associazione con i suddetti farmaci in caso di percorso riabilitativo post intervento chirurgico pelvico maggiore.

La peggiore complicanza derivante da questa terapia è il priapismo (erezione prolungata e dolorosa), che richiede l’accesso in pronto soccorso in regime di urgenza.

 

Terapia Fisica

Il vacuum device è un apparecchio cilindrico che viene utilizzato per indurre l’erezione. Questo apparecchio è formato da un cilindro di plastica all’interno di cui fa inserito il pene. Attraverso un piccolo motorino collocato all’esteramità dell’apparecchio tesso viene aspirata tutta l’aria all’interno del cilindro che determinando pressione negativa, attira sangue venoso all’interno dei corpi cavernosi generando un’erezione

Una volta raggiunta l’erezione un anello elastico viene applicato alla base del pene al fine di impedire il deflusso del sangue mantenendo un’erezione che consenta di avere un rapporto (una volta finito il rapporto, che non deve auspicabilmente essere più di 30 minuti, rimuovere l’anello per evitare lesioni vascolari maggiori del pene)

 

Terapia Chirurgica 

L’ultimo passo nella terapia della disfunzione erettiva è il posizionamento chirurgico di una protesi peniena, che se pur ancora considerata come “Tabù” è una validissima opzione terapeutica, riconosciuta e standardizzata a livello mondiale. Grazie a questo presidio il paziente può a prescindere dai fattori di rischio avere delle erezioni durature e soddisfacenti.

Le protesi peniene sono costituite da due cilindri che vengono inseriti nei due cilindri naturali del pene: i “corpi cavernosi”.

Abbiamo 2 tipi di prostesi:

  • Malleabili: Sono prostesi costituite da 2 cilindri di silicone, che garantisce un’erezione valida per un rapporto soddisfacente, con un’anima rigida all’interno in grado di essere flessa a piacimento per riporre il pene negli slip in maniera discreta.
  • Tricomponenti o idrauliche: Protesi di sicura maggior complessità tecnologica. Questo tipo di presidio è un circuito chiuso con all’interno del liquido (soluzione fisiologica) è costituito da 2 cilindri che vengono alloggiati nel pene, un pompetta alloggiata nello scroto in mezzo ai due testicoli e un serbatoio che contiene il liquido all’interno dell’addome. La protesi viene attivata da una lieve pressione della pompetta che attiva il meccanismo idraulico portando il liquido dal serbatoio ai cilinfri, procurando un’erezione completa. Dopo il rapporto il paziente utilizzando un piccolo pulsante vicino alla pompetta di sgonfiare il pene riportandolo ad una flaccidità naturale.

Le prostesi ormai hanno raggiunto un grado di affidabilità molto alto, scarso tasso di infezioni e con i nuovi studi sui materiali scarsissime possibilità di rottura.

Interventi