Si sente molto parlare di “chirurgia mininvasiva”, “metodo minivasivo”, “intervento mininvasivo”, ma nello specifico di cosa stiamo parlando?

Tecnologia all’avanguardia e meno conseguenze per il paziente

Il primo punto da chiarire è fondamentale: mini-invasività non vuole dire “intervento meno complicato”, o più “semplice”. Quello che si intende è che il tipo di operazione viene portato a termine con l’utilizzo di tecnologia sofisticata e strumentazioni estremamente piccole. Tutto questo consente al medico di utilizzare la stessa tecnica chirurgica tradizionale, ma con una precisione e finezza a livelli che non possono essere raggiunti dalla sola mano umana. E, soprattutto, grazie a questa tecnica, si ottiene una significativa limitazione delle cicatrici, che vengono ridotte a pochi millimetri.

Le patologie trattate con la chirurgia mininvasiva

In urologia, al giorno d’oggi, il gold standard nel trattamento della maggior parte delle patologie dell’alto e basso apparato urinario, è la chirurgia mininvasiva.

Possono essere trattate con l’approccio mininvasivo tutte le patologie dell’asse escretore, sia di natura maligna che benigna.

Qui di sotto sono elencate le patologie che possono essere trattate in maniera mininvasiva:

Niente dolore

L’obiettivo è quello di far percepire al paziente il meno possibile (dolore post-operatorio praticamente azzerato, minima degenza ospedaliera e ripresa della vita normale rapida), senza diminuire, anzi migliorando, la qualità e la precisione chirurgica, consentendo di poter avere risultati oncologico/funzionali ottimali.

Il robot Da Vinci

I dispositivi ad alta tecnologia che consentono tutto questo, sono il Sistema Robotico Da Vinci, e il laser ad Holmio, entrambi ormai globalmente riconosciuti come il massimo della tecnologia mininvasiva nel trattamento delle patologie dell’apparato urinario.

Il sistema Robotico Da Vinci, consente un approccio mininvasivo per il trattamento di tumore della prostata, tumore del rene, tumore dell’uretere e della via escretrice, tumore della vescica.

Il robot, sempre guidato dalla mano umana, consente di poter curare la malattia, con una precisione chirurgica finissima grazie a degli strumenti del diametro massimo di 5 mm. La procedura così effettuata consente una minima permanenza ospedaliera (3-5 giorni).

Laser a Holmio

Altro indispensabile dispositivo per l’esecuzione della chirurgia urologica mininvasiva è il laser ad HoLMIO. Quest’ultimo consente di curare definitavamente l’ipertrofia prostatica benigna.

Questo Laser consente di poter agire “senza alcuna cicatrice” di poter trattare tutti i tipi di prostate, rendendo ormai obsoleto il “tradizionale” intervento con taglio o di TURP, e consente il trattamento con “polverizzazione” dei calcoli del rene e dell’uretere.

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A cura di @Emanuela Dentehttps://www.linkedin.com/in/emanuela-dente-9472b0141/

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