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Lo Specialista Risponde

FAQ:

1) Quando mi viene richiesto di fare la uroflussimetria come devo
prepararmi per avere un esame attendibile?

L’ Uroflussimetria è un esame funzionale, non invasivo e di facile esecuzione che serve
per la valutazione del flusso urinario, del grado di svuotamento della vescica dopo la
minzione.
L’esame deve essere effettuato nelle condizioni più fisiologiche possibile in modo
da poter riprodurre la minzione che normalmente si avrebbe a casa propria.
Ai fini di una corretta esecuzione dell’esame si consiglia di:
• Evitare l’eccessivo riempimento vescicale come ad esempio bere mezz’ora prima
dell’esame un litro di acqua. Questo può rischiare di sovradistendere la vescica e quindi
avere un flusso più debole.
• Il modo migliore per prepararsi all’esame è di bere un bicchiere di acqua ogni 15-20
minuti fino all’arrivo di uno stimolo urinario valido (per validità si intende uno stimolo che
se fosse riprodotto a casa la indurrebbe ad andare in bagno per urinare).
• Non trattenersi pensando che trattenendo si ottiene un flusso migliore.
• Non effettuare l’esame al primo minimo stimolo in quando il flusso risulterebbe più
debole del normale, e la quantità di urina vuotata sarebbe minima rendendo l’esame
inattendibile.

1) Ho visto del sangue nelle urine cosa faccio?

Il sangue nelle urine deve essere valutato sempre con molta attenzione senza lasciare nulla al caso. La macroematura (termine medico per indicare il sangue nelle urine) va affrontata in modo serio e risoluto rivolgersi innanzitutto ad un urologo esperto. Questo sintomo può essere causato da calcolosi urinaria, tumori delle vie urinarie, e infezioni, va indagato  con Citologia urinaria in 3 campioni (esame banalissimo che si può effettuare in qualunque laboratorio), Ecografia apparato urinario, quindi sia reni che vescica e prostata e infine se lo specialista lo ritiene opportuno una cistoscopia flessibile.

2) Da qualche mese ho il pene curvo che cosa mi succede?

La curvatura del pene insorta in età adulta è spesso espressione di Induratio Penis Plastica (IPP) o malattia di La Peyronie. Questa malattia, la cui causa non è del tutto chiara, porta alla formazionie di aree fibrotiche, o di placche calcifiche sulla tunica albuginea dei corpi cavernosi. Tali aree sono responsabili di diminuita elasticità dei corpi cavenrosi stessi, curvatura, dolore al’erezione. È una patologia che può portare anche gravi deformità del pene stesso nonché disfunzione erettiva, è raccomandato quindi di rivolgersi ad un andrologo esperto

3) L’intervento di HOLEP, quanto necessita di degenza ospedaliera?

L’intervento di Holep (Holmium Laser Enucleation of Prostate) è un intervento sicuro e mininvasivo, attualmente descritto nella linee guida Europee di Urologia come il gold standard nella chirurgia dell’ Ipertrofia Prostatica Benigna (IPB). In virtù della mininvasività i tempi di ospedalizzazione si riducono a 2 notti, venendo dimessi senza catetere vescicale

4) Mio padre ha in tumore del pene esistono trattamenti mininvasivi?

Il tumore del pene è purtroppo una patologia molto aggressiva che va curata chirurgicamente e soprattutto in maniera tempestiva. Nelle forme particolarmente aggressive è necessaria una chirurgia demolitiva e particolarmente complessa, tuttavia esistono nuove tecniche chirurgiche mininvasive, per le forme superficiali, che consentono l’asportazione del tumore pur mantenendo una cosmesi adeguata e una forma del pene che consenta un’attività sessuale normale.

5) Ho da sempre il pene curvo e la mia partner ha dolore durante i rapporti

Il pene curvo congenito è una patologia molto frequente, che può causare diversi problemi sia di natura psicologica (difficoltà all’accettare un pene curvo) sia di natura fisica (dolori della partner alla penetrazione). Il grado di curvatura va diagnosticato facendo delle foto in erezione (dal lato destro, dal lato sinistro e dall’alto) da mostrare all’andrologo. Successivamente la cura è chirurgica con un intervento che interviene sul lato convesso della curvatura, accorciandolo quel poco che serve per dargli una forma dritta.

6) Da anni soffro di impotenza, ma ormai i farmaci non fanno più niente

La disfunzione erettiva  può essere assolutamente ad andamento degenerativo nel tempo. La prima linea terapeutica sono i farmaci della classe farmacologica è inibitori delle PDE5 (per intenderci i vari Viagra, Cialis….) poi abbiamo una seconda linea di terapia che sono le iniezioni intracavernosre (nel pene) di prostaglandine e infine, qualora tutto questo non fosse sufficiente è possibile posizionare una protesi peniena. È un intervento chirurgico che attraverso un piccolo taglio sullo scroto permette di posizionare un presidio che risolve il problema dell’impotenza consentendo di avere rapporti soddisfacenti, della durate che si desidera con conservazione di piacere e sensibilità.