FAQ:

Quando mi viene richiesto di fare la uroflussimetria come devo
prepararmi per avere un esame attendibile?

L’ Uroflussimetria è un esame funzionale, non invasivo e di facile esecuzione che serve
per la valutazione del flusso urinario, del grado di svuotamento della vescica dopo la
minzione.
L’esame deve essere effettuato nelle condizioni più fisiologiche possibile in modo
da poter riprodurre la minzione che normalmente si avrebbe a casa propria.
Ai fini di una corretta esecuzione dell’esame si consiglia di:
• Evitare l’eccessivo riempimento vescicale come ad esempio bere mezz’ora prima
dell’esame un litro di acqua. Questo può rischiare di sovradistendere la vescica e quindi
avere un flusso più debole.
• Il modo migliore per prepararsi all’esame è di bere un bicchiere di acqua ogni 15-20
minuti fino all’arrivo di uno stimolo urinario valido (per validità si intende uno stimolo che
se fosse riprodotto a casa la indurrebbe ad andare in bagno per urinare).
• Non trattenersi pensando che trattenendo si ottiene un flusso migliore.
• Non effettuare l’esame al primo minimo stimolo in quando il flusso risulterebbe più
debole del normale, e la quantità di urina vuotata sarebbe minima rendendo l’esame
inattendibile.

 Il mio medico curante mi ha prescritto di effettuare un controllo del PSA, che è poi risultato elevato, cosa faccio?

Il PSA (antigene prostatico specifico) e’ un valore, dosabile con un banale prelievo di sangue associato a tutte le condizioni morbose a livello prostatico. Il PSA può essere alterato in varie situazioni: Ipertrofia prostatica, prostatite e anche ovviamente il tumore della prostata. Il valore della prostata ha un range di “normalità” variabile, ma l’interpretazione di questo valore è fondamentale. Un Urologo esperto può il principale marcatore per il tumore della prostata. Si ritiene oggi che ogni uomo a partire dai 50 anni di eta’ (dai 40 anni se esistono gia’ casi di tumore della prostata in famiglia) debba eseguire il test del PSA una volta all’anno. La normalita’ e’ tipicamente considerata al di sotto di 2.5 ng/ml.
Il PSA puo’ alzarsi oltre a questo limite per una infiammazione della prostata (prostatite), per un ingrossamento benigno (ipertrofia prostatica o adenoma prostatico) o per un tumore.
Se esiste un anche piccolo sospetto di tumore prostatico e’ necessario eseguire la biopsia prostatica, esame oggi del tutto indolore e che viene praticato in regime ambulatoriale.Tali decisioni devono essere prese da un urologo.

1) Ho visto del sangue nelle urine cosa faccio?

Il sangue nelle urine deve essere valutato sempre con molta attenzione senza lasciare nulla al caso. La macroematura (termine medico per indicare il sangue nelle urine) va affrontata in modo serio e risoluto rivolgersi innanzitutto ad un urologo esperto. Questo sintomo può essere causato da calcolosi urinaria, tumori delle vie urinarie, e infezioni, va indagato  con Citologia urinaria in 3 campioni (esame banalissimo che si può effettuare in qualunque laboratorio), Ecografia apparato urinario, quindi sia reni che vescica e prostata e infine se lo specialista lo ritiene opportuno una cistoscopia flessibile.

2) Da qualche mese ho il pene curvo che cosa mi succede?

La curvatura del pene insorta in età adulta è spesso espressione di Induratio Penis Plastica (IPP) o malattia di La Peyronie. Questa malattia, la cui causa non è del tutto chiara, porta alla formazionie di aree fibrotiche, o di placche calcifiche sulla tunica albuginea dei corpi cavernosi. Tali aree sono responsabili di diminuita elasticità dei corpi cavenrosi stessi, curvatura, dolore al’erezione. È una patologia che può portare anche gravi deformità del pene stesso nonché disfunzione erettiva, è raccomandato quindi di rivolgersi ad un andrologo esperto

3) L’intervento di HOLEP, quanto necessita di degenza ospedaliera?

L’intervento di Holep (Holmium Laser Enucleation of Prostate) è un intervento sicuro e mininvasivo, attualmente descritto nella linee guida Europee di Urologia come il gold standard nella chirurgia dell’ Ipertrofia Prostatica Benigna (IPB). In virtù della mininvasività i tempi di ospedalizzazione si riducono a 2 notti, venendo dimessi senza catetere vescicale

4) Mio padre ha in tumore del pene esistono trattamenti mininvasivi?

Il tumore del pene è purtroppo una patologia molto aggressiva che va curata chirurgicamente e soprattutto in maniera tempestiva. Nelle forme particolarmente aggressive è necessaria una chirurgia demolitiva e particolarmente complessa, tuttavia esistono nuove tecniche chirurgiche mininvasive, per le forme superficiali, che consentono l’asportazione del tumore pur mantenendo una cosmesi adeguata e una forma del pene che consenta un’attività sessuale normale.

5) Ho da sempre il pene curvo e la mia partner ha dolore durante i rapporti

Il pene curvo congenito è una patologia molto frequente, che può causare diversi problemi sia di natura psicologica (difficoltà all’accettare un pene curvo) sia di natura fisica (dolori della partner alla penetrazione). Il grado di curvatura va diagnosticato facendo delle foto in erezione (dal lato destro, dal lato sinistro e dall’alto) da mostrare all’andrologo. Successivamente la cura è chirurgica con un intervento che interviene sul lato convesso della curvatura, accorciandolo quel poco che serve per dargli una forma dritta.

6) Da anni soffro di impotenza, ma ormai i farmaci non fanno più niente

La disfunzione erettiva  può essere assolutamente ad andamento degenerativo nel tempo. La prima linea terapeutica sono i farmaci della classe farmacologica è inibitori delle PDE5 (per intenderci i vari Viagra, Cialis….) poi abbiamo una seconda linea di terapia che sono le iniezioni intracavernosre (nel pene) di prostaglandine e infine, qualora tutto questo non fosse sufficiente è possibile posizionare una protesi peniena. È un intervento chirurgico che attraverso un piccolo taglio sullo scroto permette di posizionare un presidio che risolve il problema dell’impotenza consentendo di avere rapporti soddisfacenti, della durate che si desidera con conservazione di piacere e sensibilità.

 

8) In caso di PSA elevato è sempre necessaria la biopsia prostatica, se si in cosa consiste?

Il PSA elevato non è assolutamente indice univoco di tumore alla prostata, è un marcatore organo-specifico e non tumore specifico. Tuttavia quando è alto va comunque esclusa la presenza di tumore alla prostata soprattutto in pazienti giovani. In caso di Esplorazione rettale negativa (ovvero con nessun segno clinico allarmante ) e valore di PSA oltre la norma, è possibile, prima della biopsia effettuare una RMN multiparametrica della prostata. Questo è un esame molto specifico, l’imaging che ci fornisce è dirimente per una possibile indicazione ad effettuare biopsia oppure no.
Come si svolge la biopsia prostatica:
Si effettua attraverso guida ecografica trans-rettale e con l’utilizzo di anestesia locale in modo da non accusare fastidi da parte del paziente.
Si effettuano da 12 fino a 24 prelievi, mappando nella sua interezza la prostata. E’ importante eseguire una profilassi antibiotica che viene proseguita per circa una settimana. La procedura è quasi sempre eseguita in regime ambulatoriale

3) Ho urinato sangue, mi sono spaventato.
Le urine urine rosse o rosate, in gergo chiamate macroematuria, possono essere un sintomo da non prendere sotto gamba. In caso di episodio di minzioni con sangue nelle urine, anche solo alla fine del getto, è necessario rivolgersi al medico.
Le cause più comuni di questo sintomo possono essere: Calcolosi delle vie urinarie, infezioni delle vie urinarie, tumori della vescica, delle alte vie urinarie o del rene.
Il primo esame da effettuare è una citologia urinaria in 3 campioni, successivamente ecografia apparato urinario, cistoscopia flessibile e a completamento diagnostico una TC addome con mezzo di contrasto in modo da avere una visione diretta e dettagliata delle alte vie urinarie, dal rene alla vescica.

4) Dopo intervento di HoLEP (Adenomectomia Trans Uretrale con Laser ad Holmio) diventerò impotente?

Sicuramente no, l’intervento è un intervento mininvasivo che permette una completa enucleazione dell’adenoma prostatico (parte di prostata che cresce e ostruisce il passaggio dell’urina), ma non va assolutamente a ledere il fascio vascolo-nervoso deputato elle erezioni. La potenza sessuale rimane quella di prima dell’intervento.

5) Prendo il farmaco per Urinare meglio e non vedo più uscire lo sperma durante l’eiaculazione

I farmaci alfa-bloccanti, che sono la classe farmacologica maggiormente usata nel trattamento sintomatologico dell’ipertrofia prostatica benigna, possono causare eiaculazione retrografa per l’azione rilassante sul collo vescicale. La capacità dieiaculazione torna normale dopo sospensione.

6) Ho visto sangue nello sperma, cosa posso fare?

,Eè una condizione clinica definita emospermia, essa è spesso di infiammazioni acuta, talvolta croniche della prostata (prostatiti o prostato-vesciculiti). Di solto è caratteristica nei giovani, ma non di rado compare in pazienti oltre i 50 anni. È sempre bene discuterne con il medico specialista. La terapia è antibiotica, per 3-4 settimane, e antinfiammatoria. Il sintomo di solito scompare, in caso di recidive/e, è necessario approfondimento diagnostico strumentale con Risonanza Magnetica della prostata.

7)Che vuol dire intervento alla prostata con il Laser?

Nel caso di IPB (Ipertrofia Prostatica benigna) che causa una sintomatologia caratterizzata dall’ostruzione del transito dell’urina e che non risponde a terapia medica, l’Urologo può dare indicazione ad eseguire un intervento endoscopico disostruttivo (cioè volto a rimuovere l’ostruzione causata dalla prostata.
Esistono ad oggi vati tipi di laser che permettono di effettuare interventi senza fare tagli sull’addome riducendo le dimensioni della prostata e permettendo il transito corretto dell’urina, nonche un corretto svuotamento vescicale.
Ad oggi l’unico laser che permette la rimozione completa dell’adenoma prostatico, praticamente azzerando il rischi che si riformi, è il laser ad Holmio, riconosciuto della linee guida come il “Gold Standard” nel trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna. Esso permette di effettuare un intervento chiamato Holep, ovvero l’enucleazione dell’adenoma prostatico ovvero la parte di prostata ostruente. È una procedura che si svolge in anestesia spinale, mininvasiva, con temi di cateterizzazione e di ricovero di massimo 48 h