Cistite ricorrente, un problema comune a molte donne e che può diventare invalidante nel momento in cui si va incontro ad una ricomparsa dei sintomi.
Bisogno frequente di urinare, bruciore e una sensazione di pesantezza: questi sintomi possono essere davvero molto fastidiosi, specialmente poi se gli episodi si ripetono con una certa frequenza.
Il primo pensiero, in questi casi, è correre in farmacia e acquistare un blister di antibiotico per avere sollievo.
Ma il rimedio potrebbe essere peggio della malattia.
Iniziare un ciclo di antibiotico può essere una soluzione temporanea ma non sempre efficace.
L’assuefazione a un determinato principio attivo può determinare l’inefficacia del trattamento e vanificare ogni sforzo.
I sintomi rimangono, la cura si rivela inefficace, ma intanto il corpo ha subìto uno stress notevole.
Tra gli effetti collaterali dell’antibiotico, infatti, ci sono disturbi gastrointestinali e, in alcuni casi, un senso di spossatezza sia durante che dopo la cura.
L’esame delle urine con antibiogramma può guidare la scelta dell’antibiotico più efficace, permettendo di individuare il principio attivo ideale.
Ma il problema rimane, perché i danni di una cura antibiotica si ripresenteranno, così come i sintomi di una nuova infezione.
Per evitare episodi di cistite ricorrente è molto importante comprendere perché l’infezione si ripresenta ciclicamente.
La superficie interna della vescica è difesa da uno strato naturale noto come glicosaminoglicani (GAG).
Parliamo di un vero e proprio “rivestimento protettivo” che funge da barriera contro il contatto diretto tra tessuti profondi e agenti esterni come batteri, tossine urinarie e sostanze irritanti.
Il danneggiamento di tale barriera espone la vescica a un rischio maggiore di infiammazioni e infezioni ricorrenti.
Il vero colpevole di questi danni, nella maggior parte dei casi, è il batterio escherichia coli, ma certamente l’utilizzo prolungato di antibiotici può provocare un’alterazione del microbiota vaginale ed eliminare i “batteri buoni”.
Tutto ciò crea l’ambiente ottimale per la proliferazione di microrganismi dannosi.
Per prevenire le recidive e limitare gli episodi l’acido ialuronico rappresenta indubbiamente un rimedio efficace.
A differenza dell’antibiotico, che uccide il batterio responsabile della cistite ma non ne impedisce la ricomparsa, l’acido ialuronico aiuta a ripristinare la barriera protettiva che si trova all’interno della vescica.
Questo trattamento consente di:
Il trattamento con l’acido ialuronico prevede due opzioni:
È essenziale sottolineare che tale approccio è solitamente consigliato per prevenire le recidive o come terapia di mantenimento in presenza di sintomi stabilizzati.
Non è invece indicato durante la fase acuta e infettiva, che richiede al contrario un trattamento antibiotico mirato o l’uso di farmaci specifici.



