Tumore del pene

Terapia

La terapia per questo tipo di malattia così aggressiva è esclusivamente chirurgica.

Fino a qualche anno fa l’unico trattamento era di tipo chirurgico demolitivo. Esso comprendeva l’amputazione dell’organo genitale (pene) e la rimozione dei linfonodi inguinali superficiali e profondi causando oltre che gravi mutilazioni, anche non poche complicanze derivanti dall’intervento chirurgico.

Nonostante in alcune casi particolarmente aggressivi e invasivi, è necessario essere purtroppo molto radicali e invasivi per poter salvare la vita al paziente, oggi è possibile, sempre compatibilmente alla sicurezza oncologia, un trattamento di chirurgica mininvasiva e ricostruttiva che permette di poter rimuovere la malattia, consentendo al paziente una qualità della vita (anche sessuale) che in passato non riusciva ad avere.

La tecnica mininvasiva è possibile quando ci sono malattie che invadono solo gli strati superficiali del glande (Carcinoma In Situ/CIS) o al massimo il primo strato sottostante (Spongiosa del glande) [Fig. 1]. L’intervento consiste nella rimozione microchirurgica della cute del glande, o di cute e spongiosa insieme, andando a ricostruire la parte amputata con un lembo di pelle prelevato dal paziente stesso (innesto di pelle autologo). Questa tecnica, nonostante un ottimo controllo oncologico della malattia permette di poter aver un ottimo risultato estetico e funzionale, consentendo al paziente di avere un pene e una qualità di vita sessuale sovrapponibile a prima dell’intervento.

La possibilità di usare tecnica mininvasive è anche presente nella linfadenectomia inguinale  (il VIDEO) superficiale e profonda.

Oggi con l’avvento della tecnica robotica è possibile effettuare questo intervento con tecnica robotica. L’utilizzo del robot, per la rimozione dei linfonodi ha notevolissimi vantaggi:

  1. Assenza di cicatrice, sostituita da solo 3 buchchi di circa 1 cm di diametro
  2. Minima ospedalizzazione (1 notte di ricovero)
  3. Assenza di linfenedema agli arti inferiori, complicanza molto frequente nella tecnica open e molto fastidiosa e lunga da superare.
  4. Assenza di dolore post operatorio
  5. Ridottissima possibilità di infezione. Non avendo linfedema e quindi non avendo stasi venosa, le possibilità che in fase precoce post operatoria si possa scatenare un’infezione che può avere anche effetti molto gravi

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