Oggi parleremo nuovamente dei calcoli ma, questa volta, illustreremo nel dettaglio quelle che sono le procedure chirurgiche mininvasive per eliminarli.
Abbiamo già trattato diverse volte la calcolosi urinaria, enumerando quelli che sono i sintomi e le condizioni che favoriscono la formazione di questi particolari “sassolini”.
Quando si parla di eliminazione dei calcoli, però, è necessario non lasciarsi prendere dal panico, perché non è sempre necessario ricorrere ad un intervento chirurgico per risolvere questa fastidiosa problematica.
I calcoli da 4 a 7 mm possono essere espulsi spontaneamente con adeguata terapia. Ovviamente, la percentuale di successo diminuisce con l’aumentare delle dimensioni del calcolo.
Il trattamento può variare in base alle dimensioni del calcolo. I calcoli radiotrasparenti (cioè quelli invisibili ad un esame radiografico standard) possono essere sciolti con terapia medica senza problemi, e sarà lo specialista urologo a suggerire quella più appropriata, in base all’anamnesi.
Se un calcolo non viene eliminato attraverso la terapia medica, o è di dimensioni troppo elevate per essere espulso viene indicato il trattamento chirurgico.
Vediamo adesso quali sono gli interventi più efficaci per eliminare i calcoli in assenza di terapia medica.
Procedura endoscopica utilizzata per la frammentazione degli elementi che si trovano lungo il decorso dell’uretere.
Questa procedura si svolge mediante l’uso di uno strumento (ureteroscopio) che attraverso la vescica viene introdotto nell’uretere e raggiunge poi il calcolo.
Una volta visualizzato il calcolo si utilizza una fibra laser (Holmio da 120W) che permette la polverizzazione del frammento.
Al termine della procedura si posiziona un tutore ureterale autostatico che rimarrà in sede per tempi variabili da 2 settimane ad 1 mese (la rimozione si effettua ambulatorialmente).
Tecnica chirurgica che viene usata nei casi in cui i calcoli non siano aggredibili endoscopicamente. Attualmente viene effettuata mediante l’utilizzo del sistema robotico da vinci, che permette in maniera mininvasiva la rimozione del/dei frammenti consentendo minime ferite chirurgiche, minima spedalizzazione e rapido recupero del paziente.
Questa procedura si utilizza quando sono presenti calcoli a livello della pelvi o dei calici renali non superiori a 2.5 cm.
Si utilizza un tipo di ureteroscopio flessibile che permette il raggiungimento anche dei calici renali più difficili.
Al suo interno come con lo strumento rigido c’è una telecamera a fibra ottica che permette la visione diretta della cavità e l’individuazione del calcolo.
Attraverso una fibra laser (Holmio da 120W) si riesce a polverizzare il calcolo bonificando completamente la zona.
La tecnica standard permette la frammentazione di calcoli particolarmente duri e densi, grazie al supporto dei energia combinata balistica/elettroidraulica e rimozione di grossi frammenti litiasici.
La mini-PCNL, infine, consente la frammentazione di nuclei litiasici con laser ad Holmio 120 w, riducendo il tasso di complicanze lungo il percorso di cura.
Questo è un altro metodo chirurgico mininvasivo impiegato per il trattamento dei calcoli complessi, nel momento in cui essi superano 2 centimetri e mezzo di diametro.
La ECIRS combina efficacemente la tecnica PCNL e la RIRS.
Si tratta di una procedura che consente di avere accesso alle vie urinarie in due punti distinti nello stesso momento.
Il tutto sempre utilizzando la tecnologia del laser ad Holmio.
A dispetto del nome, questo termine non deve spaventare il paziente. Si tratta, sostanzialmente, di un tipo di laser che viene impiegato su calcoli particolarmente grandi, e che consente una frammentazione mirata e decisamente più potente e rapida, senza danno ai tessuti.
Questa tecnica però non può essere utilizzata sempre, ma solo per una procedura specifica denominata nefrolitotrissia percutanea (o PCNL).
Il nuovo Stone Center allestito presso il Pineta Grande Hospital si configura come punto di riferimento per quanto riguarda il trattamento della calcolosi attraverso interventi di chirurgia mininvasiva.
L’obiettivo del nuovo Stone Center del Pineta Grande è la riduzione delle complicanze e delle recidive, con conseguente riduzione dei nuovi interventi.
Si tratta di un centro endourologico avanzato, orientato alla diagnosi, trattamento e prevenzione della recidiva della calcolosi urinaria, basato su percorsi diagnostico-terapeutici dedicati, una presa in carico multidisciplinare, e un ambulatorio destinato esclusivamente ai pazienti che presentano una sintomatologia riconducibile alla presenza di calcoli.
Un follow up post operatorio con valutazione nefrologica e metabolica per la prevenzione della patologia litiasica, concludono quello che, indubbiamente, è un percorso completo che prende in considerazione ogni aspetto della patologia.



