Protesi peniena, la soluzione quando i farmaci non funzionano. Lo specialista andrologo sceglie la protesi più adatta per risolvere il problema della disfunzione erettile, per andare incontro alle esigenze del singolo paziente

La Disfunzione Erettile viene definita come “l’incapacità persistente di raggiungere e mentenere un’erezione sufficiente per permettere un rapporto sessuale soddisfacente” (Linee Guida EAU). Diversi sono i fattori che determinano l’insorgere di questa patologia, tra di essi certamente il fumo e uno stile di vita sedentario, che tra le sue conseguenze porta con sé obesità, diabete e sindrome metabolica. Nonostante la disfuProtesi Malleabilenzione erettile sia una delle patologie maschili più diffuse al mondo, persiste l’imbarazzo e il tabù da parte degli uomini nei confronti di tale condizione che porta il paziente a non rivolgersi allo specialista, facendo aggravare tale stato.

E’ dunque buona norma per il paziente capire che lo specialista Andrologo rimane l’unico in grado di comprendere lo stato d’animo dell’individuo, e indirizzare nella direzione più giusta finalizzata alla guarigione.

Lo specialista Andrologo interverrà, inizialmente, sui fattori di rischio sopra citati, migliorando in tal modo lo stato di salute generale del paziente. Poi sarà la volta della terapia farmProtesi Tricomponenteacologica, che consta di tre tipi di trattamento: i farmaci somministrati per via orale, le iniezioni intracavernose (con la possibilità di combinare entrambe le terapie), e infine l’inserimento di una protesi peniena.

La protesi risulta la strada più idonea da intraprendere nel caso in cui il paziente non risponda alle altre terapie, o che esso stesso voglia intervenire sul problema in maniera risolutiva.

Il dispositivo medico che viene impiantato è suddiviso in due categorie: idraulico e non-idraulico.

La protesi peniena non-idraulica, o semirigida, prevede protesi soffici o malleabili, che sono sicuramente di facile gestione per il paziente, soprattutto coloro i quelli hanno una scarsa manualità, tuttavia con lo svantaggio di non simulare una completa detumescenza. Quella idraulica bi o tri-componente, invece, viene classificata in base al criterio di progettazione e realizzazione del movimento di pompaggio. Questo tipo di protesi essendo tecnologicamente più avanzata conferisce sicuramente un miglior risultato sia estetico che funzionale

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