Sclerosi del collo vescicale con completa preservazione dell’eiaculazione: l’intervento con una nuova tecnica all’avanguardia

Sclerosi del collo vescicale con completa preservazione dell’eiaculazione: in questo video viene descritta la tecnica di posizionamento del dispositivo ITIND nell’ambito di un intervento su un paziente affetto da restringimento (sclerosi) del collo vescicale con tecnica “EJACULATORY SPARING”.

Questo tipo di operazione è indicata per tutti quei pazienti in cui è presente una condizione di collo vescicale rilevato e di calibro ridotto.

Sclerosi collo vescicale: intervento con tecnica ejaculatory sparing

L’intervento consente di poter arrivare ad una sufficiente disostruzione e quindi ripresa della normale dinamica minzionale senza tuttavia perdere la capacità eiaculativa, evitando “l’eiaculazione reterograda”.

Grazie a questa tecnica è possibile poter trattare anche pazienti particolarmente giovani che ancora vogliono conservare la capacità eiaculativa e riproduttiva,

Sclerosi del collo vescicale: la patologia

Il restringimento del collo vescicale è una patologia che si manifesta principalmente in soggetti giovani che, verosimilmente, negli anni hanno dovuto fare i conti con infiammazioni della prostata ricorrenti, acute o croniche.

Fino a pochi anni fa, l’intervento veniva effettuato in maniera “tradizionale”, con l’incisione del collo vescicale utilizzando un’ansa bipolare (la cosiddetta ansa di Collins), oppure con il laser ad Holmio.

Tuttavia questi interventi, sebbene estremamente risparmiativi, avevano un piccolo limite, che riguarda il risparmio dell’eiaculazione.

Ovviamente, sappiamo che questo, soprattutto nei pazienti molto giovani, è una cosa davvero molto importante. Grazie a questo nuovo dispositivo, invece, è possibile garantire al 100% il risparmio dell’eiaculazione, non andando a toccare nessuna struttura che abbia a che fare con i dotti eiaculatori.

Come si effettua l’intervento

Il posizionamento dei dispositivo ITIND è estremamente semplice, e viene effettuato in sala operatoria, dopo una banale sedazione del paziente.

Lo strumento viene introdotto attraverso un citoscopio, ovvero un rubo rigido (se così vogliamo definirlo).

Il dispositivo si presenta come un filo molto lungo, che passa attraverso lo strumento, e non fa altro che andare a posizionare, poi, quest’ultimo, sul collo della vescica.

In questo video, lo specialista spiega, anche attraverso le immagini dell’intervento stesso, tutte le varie fasi dell’operazione.

I benefici di questo tipo di intervento

Il dispositivo non dà nessun tipo di fastidio al paziente che, al massimo, potrà avvertire una lieve sensazione di bruciore legata, sostanzialmente, alla presenza del dispositivo.

Non vengono effettuati tagli nè incisioni, e non vi è alcun rischio di retrazione cicatriziale nel momento in cui viene posizionato.

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