Quante volte è consigliabile eiaculare per mantenere sana la prostata? La risposta dell’andrologo

Quante volte è consigliabile eiaculare per mantenere sana la prostata? La risposta dell’andrologo e i consigli per mantenere le funzionalità di questa ghiandola, così importante per la salute maschile.

Iniziamo con il dire che non esiste un “numero preciso” di volte, in considerazione del fatto che, comunque, non solo ogni caso è diverso ma è impossibile stabilire quale possa essere la quantità universalmente valida per tutti gli uomini.

Tuttavia, a dispetto di quello che si legge su internet, dove diverse fonti si azzardano a dare un numero preciso delle volte in cui è consigliabile eiaculare per mantenere la prostata in salute, l’effetto benefico dell’emissione del liquido seminale sulle funzionalità della ghiandola è universalmente riconosciuto.

Prima di addentrarci nell’argomento, però, e lasciare la parola allo specialista andrologo che andrà a spiegare nel dettaglio quella che è la correlazione tra il “piacere” e le malattie della ghiandola prostatica, vediamo di comprendere come funziona e perché è così importante per l’apparato genitale di ogni uomo.

A cosa “serve” la prostata?

La funzione principale della ghiandola prostatica è quella di contribuire alla produzione dello sperma, perché secerne parte del liquido seminale durante l’eiaculazione.

Oltre a questo, la prostata influenza alcune delle funzioni fondamentali dell’apparato riproduttivo maschile (eiaculazione ed erezione in primis), ed è direttamente coinvolta nella minzione.

In condizioni normali, ha le dimensioni di una castagna, ma con il passare degli anni, o a causa di alcune patologie, può ingrossarsi dando in alcuni casi sintomi e disturbi delle basse vie urinarie.

La prostata, dunque, è deputata alla produzione di una parte del liquido seminale che viene secrèto nel momento in cui si raggiunge il culmine del piacere.

Ma quando invece è proprio l’eiaculazione che manca, o almeno non è frequente, cosa succede alla prostata?

Mancanza di eiaculazione, la prostata si infiamma

La risposta dell’andrologo è stata chiara e semplice: quando il “piacere” viene meno, la prostata di infiamma.

Perché l’eiaculazione è un’attività antinfiammatoria, e quindi si potrebbero verificare dei problemi nel momento in cui ci si “lascia andare” dopo un lungo periodo di pausa.

Naturalmente, è bene precisarlo, che non è l’accumulo di liquido seminale a causare tutto questo, e non è la mancata fuoriuscita dello sperma, di per sè, a favorire l’infiammazione della ghiandola.

Anche perché il corpo “provvede” a riportare l’equilibrio autonomamente, grazie a fenomeni fisiologici spontanei come la polluzione notturna.

Polluzione notturna

La polluzione notturna, infatti, non è altro che un’eiaculazione spontanea e, a differenza di quello che la maggior parte delle persone pensa, questa si verifica non solo durante gli anni dell’adolescenza, ma a tutte le età.

Ovviamente, la secrezione sarà limitata, rispetto ad una normale eiaculazione, portata a termine durante un rapporto o, anche, a seguito di una stimolazione diretta.

Tuttavia, la polluzione notturna rappresenta comunque una “reazione” del corpo ad un’astinenza prolungata.

Dunque, in conclusione, indugiare nella stimolazione frequente dell’organo riproduttivo aiuta senza alcun dubbio a mantenere in salute la ghiandola prostatica.

Gli studi: attenzioni alle fonti

Prima di chiudere, però, è bene richiamare l’attenzione del lettore a quelli che sono i “presunti dati” a supporto di questa specifica affermazione.

Questo in considerazione del fatto che moltissime persone tendono a cercare le risposte sui motori di ricerca e molto spesso le domande che vengono poste sono proprio relative alla salute.

Nel momento in cui si va alla ricerca di un responso relativamente alla domanda posta all’inizio, ovvero “Quante volte è consigliabile eiaculare per mantenere sana la prostata”, è possibile che gli utenti si ritrovino a leggere alcune informazioni generate in automatico dall’AI che citano uno studio della  Harvard School of Public Health.

I dati di questa ricerca hanno permesso di identificare un numero ben preciso, che è 21, una cifra oltremodo precisa considerando che si tratta di un’evidenza emersa da uno studio sperimentale che ha portato alla luce semplicemente una correlazione, ma non una prova evidente di causa-effetto.

Inoltre, l’articolo pubblicato sulla Harvard School of Public Health (che potete trovare qui), è del 2022, mentre i dati (disponibili a questo link) sono addirittura antecedenti, e risalgono al 2016.

Questa ricerca, però, non ha avuto ulteriore seguito e questo numero così specifico non è diventato un riferimento per i medici e i ricercatori.

Quello che possiamo affermare con certezza, dunque, è che l’eiaculazione rappresenta senza dubbio uno strumento di “prevenzione” per le patologie legate alla ghiandola prostatica.

Ma, a tutt’oggi, non esiste un numero preciso di volte che può essere associato incontrovertibilmente ad une riduzione del rischio di sviluppare un tumore della prostata.

articoli correlati

Il Dott. Dente risponde alle domande dei pazienti sulla chirurgia robotica

Il Dott. Dente risponde alle domande dei pazienti sulla chirurgia robotica, un argomento per alcuni ancora poco chiaro ma che interessa molti tra coloro che si trovano ad affrontare una patologia urologica o andrologica.

Si guarisce dal tumore alla prostata? Facciamo chiarezza

Si guarisce dal tumore alla prostata? Facciamo chiarezza una volta per tutte su una questione che, ciclicamente, viene posta dai pazienti che si rivolgono allo specialista andrologo.

Come si cura la stenosi del collo vescicale? Al Pineta grande Hospital intervento micro-invasivo con il completo risparmio dell’eiaculazione

Come si cura la stenosi del collo vescicale? Al Pineta grande Hospital intervento micro-invasivo con il completo risparmio dell’eiaculazione grazie al dispositivo iTind.
chevron-downarrow-up