Le onde d’urto possono migliorare l’erezione? Facciamo chiarezza

Torniamo a parlare delle onde d’urto e lo facciamo per rispondere ad una delle domande che i pazienti pongono più spesso allo specialista urologo, nel momento in cui il medico prospetta loro una soluzione terapeutica alternativa ai farmaci.

Prima di parlare delle onde d’urto a bassa intensità, però, è meglio fare chiarezza e rispondere immediatamente alla domanda in oggetto.

Si, le onde d’urto non possono essere una “soluzione definitiva” per la disfunzione erettile, ma tutto dipende dalla gravità del problema stesso.

Parliamo comunque di un TRATTAMENTO DURATURO nel tempo, che consente di ottenere una migliore risposta ai farmaci anche in quei pazienti per i quali il trattamento medicinale si stava rivelando poco incisivo.

In definitiva, dunque, per i pazienti affetti da DISFUNZIONE ERETTILE DI ORIGINE VASCOLARE, ovvero quando la quantità di sangue nei corpi cavernosi non basta più a garantire un’erezione soddisfacente, il trattamento con le onde d’urto si rivela indubbiamente il più efficace.

Questo perché la procedura va a stimolare i tessuti e a promuovere così un processo di neo-angiogenesi, ovvero la formazione di nuovi vasi sanguigni nei corpi cavernosi.

Il risultato sarà un miglioramento della vascolarizzazione del pene e della capacità di mantenere l’erezione, un effetto che rimarrà nel tempo e sarà DEFINITIVO anche al termine del trattamento.

Cosa sono le onde d’urto?

Le onde d’urto sono onde acustiche udibili e ad alta energia. In ambito medico vengono impiegate con successo ormai dal 1980 per trattare numerose malattie, ad esempio nella terapia del dolore.

Le onde d’urto sono generate a livello “extra corporeo”, ossia esternamente al corpo, e vengono trasmesse a quest’ultimo con un apposito apparecchio terapeutico per poi sprigionare il
loro effetto.

Tale metodo è dunque detto “terapia extracorporea a onde d’urto”.

A seconda del campo di applicazione, le onde d’urto impiegate possono essere ad alto o basso dosaggio.

Un grande vantaggio offerto da questo innovativo metodo terapeutico è l’assenza quasi
totale di rischi, dolore ed effetti collaterali

Dal 2010 la terapia extracorporea a onde d’urto è impiegata anche per trattare la disfunzione erettile
vascolare.

In questo caso le onde d’urto hanno un’intensità a basso dosaggio e vengono applicate in vari punti del pene. Il trattamento non presenta complicazioni e non richiede anestesia.

Quanto dura il trattamento

Una seduta di trattamento dura generalmente circa 15 minuti. In media, a seconda della gravità
e della risposta alla terapia, sono necessarie tra le 6 e le 10 sedute terapeutiche.

I dati scientifici sull’efficacia del trattamento

L’efficacia della terapia extracorporea a onde d’urto a bassa energia per la disfunzione erettile è stata esaminata in vari studi.

Diverse revisioni sistematiche, caratterizzate dal massimo livello di evidenza secondo l’Oxford Centre for Evidence-based Medicine, hanno dimostrato che il trattamento porta ad un miglioramento di questa condizione sulla base della misurazione di IIEF (International Index of Erectile Function) e di
EHS (Erection Hardness Score).

Secondo una revisione sistematica, che comprendeva 14 studi con complessivamente 833 pazienti,
le onde d’urto possono rappresentare la prima scelta di trattamento non invasivo per i pazienti affetti da DE.

Uno studio in doppio cieco prospettico, randomizzato, controllato con placebo del 2014 ha dimostrato che il 57% degli uomini che si sono sottoposti a questa procedura erano nella
condizione di ottenere un’erezione dopo la terapia senza farmaci e di avere un rapporto sessuale.

Uno studio condotto in Australia nel 2015 ha esaminato l’efficacia, la sicurezza e la soddisfazione dei pazienti dopo la conclusione del ciclo, e la maggior parte di essi ha riscontrato un miglioramento di 5 punti (60%) nel punteggio IIEF-5 e di oltre il 50% (70%) nel punteggio EDITS (Erectile Dysfunction Inventory of Treatment Satisfaction).

Oltre alla disfunzione erettile possono essere trattate anche altre patologie?

Assolutamente si. La terapia con le onde d’urto a bassa intensità è funzionale anche per patologie come la IPP (induratio penis plastica o malattia di La Peyronie) e la prostatite.

  • Nel caso di prostatite cronica consente di recuperare la vascolarizzazione persa a causa delle cicatrici
    infiammatorie che si formano nella prostata.
  • Nel caso di Malattia di La Peyronie determinano un effetto antifibrotico che rallenta il processo di trazione del pene e di calcificazione della placca.

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