Oggi vedremo come si esegue una uretrocistoscopia, un esame minimamente invasivo che consente di avere una visione precisa e inequivocabile della parte finale dell’apparato urinario, e quindi individuare eventuali “anomalie“.
Lo strumento che lo specialista urologo utilizza per questa particolare indagine diagnostica è il cistoscopio, un apparecchio flessibile dotato di telecamera ad altissima definizione.
La flessibilità dello strumento consente di andare a visionare con estrema dovizia di particolari anche gli anfratti che normalmente richiederebbero ottiche con angolazioni diverse.
L’uretrocistoscopia si esegue tranquillamente in ambulatorio, e non è necessaria alcuna anestesia.
Semplicemente viene utilizzata una soluzione fisiologica per distendere il tratto urinario al fine di valutare precisamente le condizioni della mucosa uroteliale, ovvero il tessuto epiteliale che lo riveste interamente.,

Questo esame non risulta fastidioso per chi lo subisce, proprio grazie alla flessibilità dello strumento che viene impiegato.
Il paziente è posizionato supino e successivamente viene introdotto il cistoscopio il quale risale delicatamente fino alla vescica per ispezionarne le pareti.
In virtù della sua estrema flessibilità, il cistoscopio si adatta perfettamente all’anatomia ed evita ogni disagio, rendendo di fatto indolore la manovra,
La procedura dura pochi minuti ed è solitamente ben tollerata, con il paziente può riprendere le normali attività lavorative subito dopo.
Non è necessaria alcuna preparazione, neanche la terapia antibiotica, e l’esame dura pochi minuti. L’importante è che il tutto si svolga con la vescica vuota.
L’uretrocistoscopia è un esame che viene effettuato in presenza di alcuni sintomi sospetti come, ad esempio, l’ematuria ovvero la presenza di sangue nelle urine, una condizione che necessita sempre un approfondimento, anche quando si tratta di un episodio sporadico.
Tuttavia, non è il primo esame che viene preso in considerazione, quando si parla di patologie uro-vescicali.
L’anamnesi completa si avvale di strumenti meno invasivi come la citologia urinaria in 3 campioni, un test diagnostico che analizza al microscopio le cellule urinarie per rilevare cellule tumorali, pre-tumorali o atipiche, specialmente nei tumori della vescica o dell’uretra.
I campioni di urina per l’esame devono essere prelevati per tre giorni consecutivi.
Un’altra indagine utile e non invasiva è l’ecografia, che offre una panoramica generale, ma meno dettagliata, dell’intera zona (vescica, reni e vie urinarie).



