Intervento con iTind: tutto quello che c’è da sapere

Oggi torniamo a parlare del trattamento mininvasivo con iTind, una procedura il cui obiettivo è quello a fornire un sollievo rapido ed efficace dai sintomi dell’ipertrofia prostatica benigna.

Attraverso una incisione ischemica da pressione localizzata, il dispositivo iTind rimodella il tessuto dell’uretra prostatica e il collo della vescica, creando nuovi canali attraverso i quali l’urina può fluire.

Quello con l’iTind, infatti, è un intervento risolutivo anche per patologie come il restringimento del collo vescicale, una condizione che colpisce soprattutto uomini giovani con pregressi episodi infiammatori prostatici, acuti o cronici.

Cos’è l’iTind?

Il sistema ITIND è caratterizzato da 3 punti di contatto i quali, una volta posizionati, andranno a provocare una dilatazione progressiva, ma ottimale, del collo vescicale.

Lo strumento viene introdotto attraverso un cistoscopio, ovvero un tubo rigido (volendo semplificare il concetto) attraverso cui si va ad inserire, poi, il dispositivo.

Esternamente, ITIND si presenta come un filo molto lungo, che passa attraverso lo strumento (il cistoscopio, appunto). Da qui, poi, si passa alla fase del rilascio del dispositivo, che viene posizionato sul collo della vescica.

Intervento con iTind per la stenosi del collo vescicale

La differenza rispetto agli interventi tradizionali, eseguiti tramite incisione con ansa bipolare o laser ad Holmio, infatti, pur essendo comunque efficaci, non sempre erano in grado di preservare l’eiaculazione, aspetto cruciale per i pazienti più giovani.

Il nuovo dispositivo iTind, invece, garantisce il risparmio dell’eiaculazione al 100%, evitando di intaccare le strutture correlate ai dotti eiaculatori.

Il convegno

Il Dott. Dente è intervenuto come relatore nell’ambito della XXXIII edizione del convegno dell’Associazione Urologi Italiani, con un contributo volto a enumerare nel dettaglio tutti i vantaggi di questa particolare procedura, sia per il paziente che per il chirurgo.

Il dott. Dente è tra i primi specialisti ad aver contribuito all’esperienza clinica con iTind, non solo in Campania ma anche a livello nazionale.

L’Ospedale Pineta Grande, inoltre, attualmente è tra i centri d’eccellenza nell’utilizzo del dispositivo mininvasivo iTind, e il contributo dell’unità operativa di urologia robotica ed endoscopica in merito all’esperienza clinica per questo particolare dispositivo.

Le parole del Dott. Dente

“Ho iniziato a utilizzare iTind dopo anni di esperienza con il laser” – ha detto il dott. Dente – soprattutto per rispondere alle esigenze di quei pazienti che rifiutano il rischio di eiaculazione retrograda associato a trattamenti più invasivi”.

Questo dispositivo permette di trattare una precisa popolazione di pazienti che va identificata attraverso esami adeguati counselling dell’urologo: si tratta di ragazzi giovani uomini che vogliono migliorare i sintomi urinari dovuti alla stenosi mantenendo un’eiaculazione normale e che, se non trattati, rischiano di compromettere la funzionalità della loro vescica.

Abbiamo quindi un’opzione aggiuntiva nello spettro dei trattamenti disponibili – prosegue il dottor Donato Dente – il cui obiettivo è soprattutto quello di preservare il più possibile la funzionalità della vescica, evitando che un giovane si ritrovi già in giovane età con una vescica compromessa per anni di sforzi”.

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