SIUrO ed Europa Uomo Italia hanno lanciato la “Carta delle Domande”, un documento che contiene 30 quesiti utili ai pazienti per orientarsi nel percorso di cura per il tumore alla prostata, e migliorare il dialogo con il medico durante le visite.
La Carta delle domande promuove la personalizzazione delle cure per il tumore alla prostata, sottolineando l’importanza di percorsi individualizzati. Grazie ai progressi medici, è possibile adottare strategie mirate, come la sorveglianza attiva per i casi a basso rischio, garantendo trattamenti adeguati e tempestivi.
Il documento, inoltre, favorisce una comunicazione più efficace tra medico e paziente, aiutando quest’ultimo a superare le difficoltà emotive e a porre domande cruciali per orientarsi consapevolmente nel percorso di cura.
In Italia, ci sono 485 mila persone affette da tumore alla prostata, il più comune tra gli uomini (40mila nuove diagnosi solo nel 2024). Ed è per aiutare i pazienti durante il percorso terapeutico che è stata creata la “Carta delle Domande”, promossa dalla Società Italiana di Uro-Oncologia (SIUrO) e dall’associazione di pazienti Europa Uomo Italia.
Il documento è stato presentato al Ministero della Salute, e sarà distribuito nei centri uro-oncologici coinvolti nella prima esperienza pilota. Si tratta di un progetto, disponibile anche online, che raccoglie 30 domande sui vari momenti del percorso di cura: dalla diagnosi alle opzioni di cura, ma anche sulla sessualità, la continenza e la relazione di coppia.
Il paziente può consultarlo prima della visita per identificare le domande più pertinenti alla propria situazione e usarle durante il colloquio.
La Carta sostiene l’espressione di dubbi, bisogni e priorità, aiutando a comprendere le opzioni disponibili.
Perché il cancro alla prostata è una malattia complessa che necessita di percorsi individualizzati per ogni paziente. I progressi nella diagnosi e nella terapia consentono trattamenti sempre più personalizzati e, nelle forme avanzate, hanno ampliato le possibilità di gestione della malattia.
Per pazienti con tumori a basso rischio, ad esempio, è indicata la sorveglianza attiva con controlli periodici, evitando o posticipando trattamenti inutili pur mantenendo la possibilità di intervenire quando necessario.
Durante una visita, un paziente potrebbe avere molte domande ma non riuscire a porle per l’emozione o la difficoltà nel gestire le informazioni. L’obiettivo della Carta è aiutare ognuno a esprimere i propri dubbi e a sentirsi libero di chiedere. La possibilità di fare domande e ricevere risposte chiare è un elemento essenziale nella relazione di cura.
Il Dott. Dente, primario e responsabile dell’Unità Operativa del reparto di urologia robotica ed endoscopica del Pineta Grande Hospital di Castel Volturno, è pronto a rispondere a tutte le domande dei pazienti sul tumore alla prostata, per accompagnare le persone in un percorso spesso non facile, ma necessario, verso la guarigione.
Il tumore alla prostata, infatti, è una malattia silente che avanza senza manifestare sintomi nelle fasi iniziali. È una delle neoplasie più frequenti tra gli uomini: secondo le statistiche più recenti, in Italia un uomo su 16 sviluppa il tumore alla prostata nel corso della sua vita.
Le anomalie della ghiandola possono essere scoperte solo attraverso una visita urologica preventiva, che include l’esplorazione rettale e il dosaggio del PSA mediante analisi del sangue.
Senza controlli regolari, la malattia può progredire indisturbata, causando successivamente problemi alle basse vie urinarie.
E quando si parla di patologie legate all’apparato urinario, il Pineta Grande Hospital di Castel Volturno rappresenta un centro di eccellenza non solo in Campania, ma anche a livello nazionale, riconosciuto per essere il primo nella regione ad adottare il sistema di chirurgia robotica Hugo RAS di Medtronic.
Il reparto di Urologia e Andrologia del Pineta Grande è un polo di eccellenza per la chirurgia robotica e urologica. Tra gli interventi chirurgici eseguiti con il sistema Hugo RAS al Pineta Grande Hospital, spicca la prima cistectomia con ricostruzione robotica realizzata nel Mezzogiorno. In ambito urologico, al giorno d’oggi, il gold standard per il trattamento della maggior parte delle patologie dell’alto e basso apparato urinario è rappresentato dalla chirurgia mini-invasiva.



