Il Dott. Dente risponde alle domande dei pazienti sulla chirurgia robotica, un argomento per alcuni ancora poco chiaro ma che interessa molti tra coloro che si trovano ad affrontare una patologia urologica o andrologica.
Questo perché alcune condizioni tra cui, ad esempio, il tumore della prostata, necessitano di un intervento di tipo chirurgico, il quale viene effettuato utilizzando la tecnica robotica, una procedura all’avanguardia in grado di garantire al paziente un recupero più veloce e una riduzione dei tempi di ricovero, insieme ad altri vantaggi che adesso andremo ad elencare.
Perché la chirurgia robotica rappresenta una svolta reale e concreta, rispetto al passato e grazie a questa tecnica innovativa è possibile lavorare su tutti i tipi di patologie oncologiche, e non solo.
Ma adesso è il momento di rispondere alle domande dei pazienti, o almeno a quelle più frequenti che vengono poste in sede di visita, nel momento in cui lo specialista urologo va a prospettare al paziente l’intervento come soluzione al proprio problema.
All’indomani di un intervento di chirurgia robotica, dunque, sono necessari appena 2 giorni di ricovero.
In questo caso, è possibile che il catetere venga tenuto fino a massimo 5 gg dopo l’intervento
A partire da circa 6 h dopo la procedura, però, il paziente viene mobilizzato, comincia a bere e ad alimentarsi leggermente, il tutto entro la fine della giornata prevista per l’intervento,
La chirurgia robotica è una tecnica che viene eseguita tramite l’utilizzo di un macchinario che aiuta il chirurgo a portare a termine interventi semplici, e anche molto complessi, con estrema precisione.
Attualmente, il gold standard è rappresentato dal sistema HUGO Megatronic, un macchinario estremamente avanzato, concepito per offrire agli specialisti una maggiore precisione e, contemporaneamente, ridurre i tempi di recupero per i pazienti.
Naturalmente si tratta di una tecnica chirurgica mininvasiva ma che, comunque, viene comunque eseguita in anestesia totale.
Il robot, viene gestito in remoto dal chirurgo specialista, attraverso una console, che riproduce i movimenti del medico in tutto e per tutto, e segue i comandi che vengono impartiti durante l’intervento.
Possono essere trattate con l’approccio mininvasivo tutte le patologie dell’asse escretore, sia di natura maligna che benigna.
Nello specifico, esse sono:
Assolutamente si.
L’unità operativa del reparto di urologia robotica ed endoscopica dell’Ospedale Pineta Grande, diretta dal Dott. Donato Dente, utilizza già da qualche tempo il sistema della Medtronic.
Oltre a questo particolare dispositivo, presso la nuova U.O. di Urologia 2 del Pineta Grande Hospital è in uso anche LASER AD HOLMIO, un’altra tecnologia che attualmente, insieme al sistema HUGO, rappresenta il gold standard nel trattamento chirurgico delle patologie dell’apparato urinario.
Complessivamente, con il sistema HUGO, sono stati eseguiti oltre 160 interventi, inclusa la prima cistectomia con ricostruzione robotica dalla Campania



